Insediamento del Consiglio Comunale: seduta all’aperto

Nella seduta di insediamento del Consiglio comunale, che si è svolta all’aperto in piazza della Repubblica, Angelo Stucchi  ha giurato di osservare lealmente la Costituzione Italiana.

Subito dopo, con trepidazione e consapevolezza, ha espresso così i suoi sentimenti:

“Egregio Presidente,

carissime e carissimi Consiglieri Comunali,
care concittadine e cari concittadini,

stasera siamo qui per dare il via alla nuova consiliatura 2018-2023.

Do innanzitutto il benvenuto a voi colleghi consiglieri congratulandomi per la fiducia che avete raccolto presso i nostri concittadini.
Con voi condivido l’onore di essere qui in questa piazza, piazza della Repubblica, per la prima riunione del nuovo Consiglio comunale.
Ho scelto per questa seduta uno spazio all’aperto, questa piazza, per dare a tutti la possibilità di essere presenti, e perché il suo nome, Piazza della Repubblica, ci ricorda all’inizio del nostro mandato amministrativo i valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini, il rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli, valori che sono il fondamento della Repubblica Italiana e su cui costruiamo la nostra società.
Questo patrimonio di valori, di principi, di regole, costituisce la nostra “casa comune”.
Se nel nostro adoperarci per costruire una casa comune, nella quale ci ritroviamo ad abitare insieme, non troviamo un punto di contatto, un punto di confluenza, la nostra opera può dirsi già ora fallita.

Consegno anche a voi una copia della nostra Carta Costituzione su cui pochi minuti fa ho giurato di osservare fedelmente i suoi contenuti. Che sia anche per voi una bussola per orientare il nostro comune passo.

Mi auguro anche che questa prima seduta di Consiglio comunale rappresenti l’inizio di un percorso, che permetta a quest’assemblea di essere ancora di più il “parlamento” della città; il Consiglio Comunale deve essere, e ne sono convinto, un luogo aperto, partecipato dai cittadini, un’istituzione da rispettare; la sede e il modello di un confronto civile, il cuore di un nuovo corso amministrativo, politico, sociale, culturale.
Il futuro di Gorgonzola è nelle nostre mani: spetta a noi più di altri riconoscere e affrontare i problemi irrisolti, dai più piccoli ai più grandi.
Il futuro di Gorgonzola dipende soprattutto da noi.

La nostra città, dopo una campagna elettorale animata, che ci ha diviso ma dove tutti hanno potuto esprimere le loro idee vuole oggi ritrovarsi di nuovo unita, intorno a un obiettivo comune: il bene di tutti.
Vuole che si operi per il bene comune, quel bene fatto di rapporti tra chi qui vive e progetta il suo futuro, si perché sono le relazioni tra le persone a costituire il bene.
Una rete di relazioni da collocare in una società frammentata, dalle relazioni deboli, fiacche, prevalentemente funzionali, spesso conflittuali
Le comunità capaci di futuro sono quelle dove si coltiva e si custodisce una amicizia civile, un’amicizia che l’illuminismo chiama fraternità.

Il nostro compito è allora quello di cogliere e indirizzare questi desideri rendendoli strumenti di crescita collettiva.
Lo dobbiamo fare innanzitutto con la buona politica, che consente di offrire risposte efficaci ai bisogni delle persone, non discredito, ma rispetto dell’altro, non insinuazioni, ma correttezza nei comportamenti.

Sono sicuro che tutto questo è quello che ci accomuna: la comune volontà di operare bene per Gorgonzola.

Iniziamo a farlo insieme con lo sguardo sempre rivolto verso i nostri concittadini.

Vorrei anche telegraficamente ringraziare la coalizione di centrosinistra che in tempi diversi, ha sostenuto e ha portato alla vittoria la mia persona: Con voi ho condiviso un programma amministrativo che contiene i passi e gli obiettivi da raggiungere.
Su di esso più volte ci siamo ripetuti “ci impegniamo”, si al plurale.
Il nostro sarà allora un lavoro di squadra; una squadra con lo sguardo rivolto in avanti per cambiare ancora di più di quanto già fatto la città.

Avviandomi alla conclusione di questo mio breve intervento tre cose le voglio ancora sottolineare:
Innanzitutto non possiamo eludere una riflessione riguardo al tema della disaffezione al voto dei nostri concittadini; questo fatto riguarda tutte le forze politiche che siedono dietro i banchi del Consiglio comunale: bisognerà fare una riflessione collettiva, cercare di individuare insieme i possibili antidoti in grado di contrastare questo negatività e puntare insieme ad una maggiore partecipazione dei cittadini al momento del voto.
Certo questo non è solo un problema gorgonzolese, ma non possiamo chiudere gli occhi davanti a questi numeri.

Nello scorso mandato ho avuto modo di apprezzare il ruolo fondamentale che riveste la Minoranza nello sviluppo dell’azione amministrativa.
Auspico che anche nei prossimi 5 anni continui ad esercitare questo ruolo di proposta, di stimolo e controllo.
Molto si può fare insieme per Gorgonzola più solida, più vivibile, più bella.
Da parte mia e dell’intera Amministrazione avrete piena collaborazione e lealtà, nel rispetto dei ruoli ricoperti da ciascuno.
Per questo sarò sindaco di tutti, anche di coloro che non hanno condiviso il nostro programma amministrativo. Aiutatemi ad esserlo.

Sò di assumere una grande responsabilità.

A Gorgonzola è avvenuto qualcosa di inedito rispetto al recente passato: si è aperta una nuova stagione che chiede, a chi è stato eletto, coraggio nell’immaginare e nel costruire un futuro migliore per tutti e che fa della differenza una ricchezza .
E’ dal confronto delle idee e dei programmi che la società trae energia per crescere.
Porsi in ascolto delle questioni e aprirsi al dialogo è necessario per una comunità che vuole vivere bene il suo presente e guardare oltre con fiducia.

Con questo consiglio di insediamento avviamo un quinquennio che auguro quantomeno proficuo e ricco di soddisfazioni a tutti, ai 16 neo consiglieri e ai 5 colleghi di Giunta, a tutte le donne e uomini che compongono la nostra struttura amministrativa.

Ho fiducia in voi e so che daremo tutti il meglio di noi stessi.

Vi auguro e mi auguro di lavorare tutti per il bene di Gorgonzola.”

Angelo Stucchi

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